<<As they try to change their worlds
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of what they're going through>>
David Bowie, Changes

lunedì 20 ottobre 2008

Shock economy: come le aziende si arricchiscono con le stragi.

Naomi Klein, scrittrice già famosa per il best-seller "No Logo", considerato da molti il manifesto del movimento no global, il quale racconta come l'economia si sia trasformata negli ultimi anni, causando un mutamento anche della società e portandola verso il plagio delle menti dei consumatori, ha presentato da alcuni mesi un suo nuovo libro-inchiesta: Shock Economy. Questa sua nuova opera racconta come le aziende traggano vantaggio dalla confusione e dalla paura nei cittadini. Il viaggio che l'ha portata a formulare la teoria della Shock Doctrine parte in Argentina, nel 2002, durante le riprese dell'omonimo documentario girato insieme ad Alfonso Cuaron e suo figlio Jonas (che ne firma la regia). La teoria si basa sul fatto che sia più facile manipolare le menti, anche di una grande popolazione (quindi tante menti tutte insieme) dopo un grande evento, dunque un grande shock. Un esempio lampante è come sia stato possibile convincere le popolazioni che abitavano le coste indonesiane a spostarsi verso l'entroterra convincendole che questo fosse per la loro sicurezza a fronte di nuovi possibili onde anomale dopo il catastrofico tsunami del 26 dicembre 2004, mentre i terreni da loro precedentemente abitati sono stati ceduti a grandi investitori per farne Hotel e impianti turistici di lusso. Un ulteriore esempio è il consenso popolare ottenuto dal presidente Bush immediatamente dopo l'11 settembre 2001, quando tutta la nazione si strinse intorno al suo leader, mentre fino a pochi giorni prima egli si era reso protagonista di una presidenza relativamente opaca.

Naomi Klein, divenuta ormai celebre, una grande firma dell'editoria mondiale, è tornata a stimolare le nostre menti con questo libro, che consiglio a tutti. Di seguito riporto un intervista tradotta in italiano nella quale racconta la sua teoria.

 

 

Per chi fosse interessato, qui è invece presente un'ulteriore intervista (scritta) in cui parla più approfonditamente del libro.

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